Introduzione
La nascita di un figlio è una benedizione, ma diventare genitori comporta enormi cambiamenti fisici ed emotivi. La depressione post-partum colpisce circa il 10–15% delle donne e l'8–10% degli uomini dopo la nascita, e molte persone nascondono i sintomi per via dell'aspettativa che "avere un bambino dovrebbe renderti felice". La depressione post-partum non è colpa dei genitori e, con un trattamento adeguato, se ne può guarire.
Punti chiave
Baby blues o depressione post-partum?
Il "baby blues" (sbalzi d'umore, pianto, ansia), vissuto dal 70–80% delle donne dopo il parto, di solito migliora da solo entro due settimane. Ma se dura più di due settimane e i sintomi sono intensi, bisogna sospettare una depressione post-partum. I sintomi principali sono tristezza profonda, indifferenza o ansia eccessiva verso il bambino, senso di colpa, cambiamenti nell'appetito e nel sonno e difficoltà di concentrazione.
Cause e fattori di rischio
Agiscono insieme diversi fattori: bruschi cambiamenti ormonali (crollo di estrogeni e progesterone), mancanza di sonno, pressione del nuovo ruolo, isolamento sociale, stress nella relazione di coppia e precedenti episodi di depressione. Anche l'aspettativa irrealistica di dover essere un genitore perfetto è un fattore importante.
Trattamento e guarigione
La psicoterapia (CBT, terapia interpersonale) è efficace e, se necessario, si ricorre agli antidepressivi (esistono farmaci sicuri anche durante l'allattamento). Il sostegno del partner e della famiglia, un sonno sufficiente e i legami sociali sono importanti per la guarigione.
Cosa dice la ricerca
La terapia interpersonale (IPT) mostra un tasso di risposta del 60–70% nella depressione post-partum (Archives of Women's Mental Health, 2019). La depressione post-partum non trattata può influire negativamente sullo sviluppo cognitivo e sull'attaccamento del bambino, perciò è importante intervenire presto. Ci sono anche studi secondo cui l'esercizio fisico (intensità moderata, tre volte a settimana) riduce in modo significativo i sintomi depressivi post-partum.
Come metterlo in pratica
- Lascia andare la fantasia del "genitore perfetto". Basta essere un genitore sufficientemente buono.
- Chiedi aiuto attivamente (alla famiglia, a una puericultrice o a una doula).
- Ritagliati almeno 30 minuti al giorno solo per te.
- Dividi la cura del bambino con il partner e assicurati di dormire.
- Se i sintomi durano più di due settimane, rivolgiti al ginecologo, al medico di base o a un professionista della salute mentale.
Nella vita di tutti i giorni
Non lasciarti condizionare dalle immagini dei social su come "dovrebbe essere una brava mamma o un bravo papà". Dormi quando dorme il bambino. Partecipare a un gruppo di sostegno post-partum ti farà scoprire che "non capita solo a me".
Avvertenze
- Se senti l'impulso di fare del male al bambino, chiedi subito aiuto a un professionista.
- Se trascurata, la depressione post-partum può diventare cronica.
- Anche gli uomini possono soffrire di depressione post-partum. Non sottovalutarla.
Una parola da Anima
È del tutto naturale trovare le cose difficili dopo essere diventati genitori. Chiedere aiuto non è una debolezza, ma la scelta migliore per il tuo bambino. Solo se stai bene tu, anche il tuo bambino può essere felice. Anima fa il tifo per te, nuovo genitore.