Ti è mai capitato?
Sul telefono arriva l'allerta per il caldo record, e al telegiornale si susseguono incendi, alluvioni e siccità. Anche dopo aver messo giù il telefono, la domanda «dove andremo a finire?» continua a girarti in testa. Magari provi un senso di colpa davanti agli imballaggi di plastica della spesa, o ti sei chiesto a bassa voce se abbia senso mettere al mondo dei figli.
Cosa sta succedendo davvero
Questa sensazione viene spesso chiamata ansia climatica o eco-ansia. Comprende la preoccupazione, la paura, la tristezza, la rabbia e l'impotenza che possono emergere quando pensiamo al cambiamento climatico e alla distruzione dell'ambiente. Non è una diagnosi, ma il nome di una reazione molto diffusa e comprensibile.
Sondaggi condotti in molti Paesi mostrano una tendenza chiara: soprattutto tra adolescenti e giovani adulti, la preoccupazione per il clima è molto alta. Molti ricercatori non vedono questa ansia come qualcosa da eliminare e basta, ma come un segnale sano del fatto che hai colto una minaccia reale. Preoccuparsi così significa anche tenere al mondo e alle generazioni future.
Tuttavia, quando la preoccupazione diventa troppo grande, può rivoltarsi contro di te. Più una minaccia sembra enorme e fuori controllo, più il cervello fatica a spegnere l'allarme. Si rischia allora di finire in un doomscrolling senza fine, oppure, al contrario, di chiudere del tutto la porta all'argomento perché «tanto non serve a niente». La psicologia osserva che sentirsi a lungo senza possibilità di agire tende ad approfondire la disperazione. Per questo la chiave non è far sparire la preoccupazione, ma ridurla a una dimensione sostenibile e collegarla all'azione.
Cosa puoi provare da oggi
1. Dai un nome a ciò che provi
Dì a te stesso: «In questo momento sono in ansia», oppure «Sono triste, e anche arrabbiato». Il solo fatto di nominare un'emozione può calmarla un po'. Questo sentimento non vuol dire che in te ci sia qualcosa che non va: nasce dal desiderio di proteggere ciò che ami.
2. Stabilisci un orario per le notizie
Non serve staccare tutto, ma metti un confine: per esempio, informarti una volta al giorno a un'ora fissa. Evita i titoli sul clima prima di dormire. Leggere anche articoli su soluzioni e progressi concreti, non solo sui problemi, aiuta a mantenere l'equilibrio.
3. Scegli un'azione alla tua portata
Scrivi le tue preoccupazioni in due colonne: ciò che posso controllare e ciò che non posso. Poi scegli una sola piccola cosa dalla prima colonna. Portare la borraccia, un pasto senza carne, la bici o i mezzi pubblici al posto dell'auto: anche piccolo va benissimo. Lascia andare la perfezione e scegli qualcosa che riesci a mantenere nel tempo.
4. Non portarla da solo
L'ansia climatica pesa di più quanto più la tieni per te. Partecipare a una giornata di pulizia del quartiere, a un orto condiviso o a un gruppo locale per il clima può alleviare l'impotenza e rafforzare il senso di appartenenza e di speranza. Anche parlarne con sincerità con una persona cara aiuta moltissimo.
5. Riprendi fiato nella natura
Fai una passeggiata lenta in un parco, o prenditi qualche minuto per guardare gli alberi e il cielo. Entrare in contatto diretto con la natura che vuoi proteggere calma l'ansia e ti ricorda perché conta così tanto per te.
Quando chiedere aiuto
Se la preoccupazione ti toglie il sonno o ti rende difficile lavorare, studiare o affrontare la vita di tutti i giorni, non devi resistere da solo. Se la disperazione per il futuro non passa, o compaiono sintomi simili al panico, valuta di parlarne con il tuo medico, con uno psicologo o psicoterapeuta, o con i servizi di salute mentale della tua zona. Se senti di essere in crisi, contatta subito il numero di emergenza locale o una linea di ascolto.
Quando prenderti a cuore il mondo diventa pesante, Anima è qui per ascoltarti con calma, al tuo ritmo.